Anche Trento pensa ad una ”Bicipolitana”. Pegoretti: ”Fondamentale per migliorare l’uso delle bici e la sicurezza delle persone”

Il Comune di Trento starebbe iniziando a lavorare su un “Biciplan”  capace di coinvolgere tutta la città. Tramite un approccio grafico semplice si riuscirebbe a fornire ai cittadini tutte le informazioni per i propri spostamenti ciclabili quotidiani

TRENTO. Dal centro storico di Trento ai sobborghi sempre pedalando in sicurezza toccando i luoghi principali del nostro territorio il tutto con un’adeguata segnaletica sia orizzontale che verticale. Anche Trento

pensa ad una “Bicipolitana”. Il nome è un marchio registrato da altri comuni ma l’idea è quella che conta. La possibilità di avere una sorta di mappa, come quella della metropolitana londinese, all’interno della quale vengono segnati i percorsi, con colori diversi, che si possono fare per raggiungere i luoghi scelti.

A pensare già da diverso tempo a questo progetto è Trento in Bici, il gruppo di lavoro informale che raggruppa diverse associazioni tra cui Fiab, Car-sharing, Kaleidoskopio, Mamme Insieme, Uisp, la sezione di educazione stradale del Corpo di polizia locale e la ciclofficina Gira la Ruota. L’occasione giusta per concretizzare tutto questo potrebbe arrivare dal cosiddetto “Biciplan”, il piano della mobilità ciclabile che il Comune di Trento starebbe iniziando a preparare.

A confermarlo è Massimo Pegoretti referente per il tavolo di lavoro “Trento in Bici” che nell’ultimo fine settimana ha preso parte a Pesaro all’assemblea nazionale di Fiab. “A Trento abbiamo un buona rete ciclabile ma quello che dobbiamo migliorare – ha spiegato Pegoretti – è la comunicazione nei confronti dei cittadini. Occorre migliorare la disponibilità e la dislocazione delle infrastrutture ciclabili”.

Ecco allora che la realizzazione di un “Biciplan” diventa fondamentale perchè grazie ad un approccio grafico semplice si riuscirebbe a fornire al cittadini tutte le informazioni per i propri spostamenti ciclabili quotidiani. “Questo piano – spiega ancora il referente per il tavolo ‘Trento in Bici’ – permetterebbe una segnaletica univoca e ripetuta e delle linee da seguire. Una sorta di mappa simile a quella usata per le metrò”.

Proprio all’incontro di Pesaro, al quale hanno preso parte anche gli ingegneri comunali Tiziano Bonella e Laura Cattani, sono stati portati degli esempi virtuosi da parte dei cosiddetti “comuni ciclabili”, tra i quali troviamo Ferrara, Reggio Emilia, Pesaro e Bolzano. “Sono una rete di comuni con il miglior sviluppo di rete ciclabile – ha spiegato Massimo Pegoretti – che si confrontano. Hanno tra le loro priorità la volontà di comprendere gli spostamenti e di ragionare in termini di sicurezza” per migliorare la viabilità e la mobilità in corrispondenza di punti sensibili.

Questi comuni hanno una percentuale di spostamenti in bicicletta che coinvolge quotidianamente un cittadino su tre. “A Trento siamo fermi al 6% – continua Pegoretti – e dobbiamo svegliarci e fare in modo che la ciclabilità non sia solo uno slogan ma una realtà. Oggi spesso la bicicletta viene vista con una certa superficialità e non come un mezzo di trasporto che può dare risposte a partire dalla rilettura dei territori, l’abbassamento dell’inquinamento alla restituzione di spazio pubblico. Purtroppo anche da noi c’è una politica che quando si parla di abbassamento di inquinamento cita esclusivamente l’auto elettrica che però non è una soluzione al traffico urbano”.

Un aiuto importante per potenziare l’uso della bici potrebbe arrivare proprio dal “Biciplan”. L’idea sarebbe quello di presentarlo tra il 2018 e il 2019. “Non sono indispensabili ciclabili dappertutto – conclude Pegoretti – ma occorre concentrarci sulle arterie principali e creare nelle arterie secondarie, delle ‘zone 30’, vale a dire con un limite di velocità di 30 all’ora, già molto diffuso in altri comuni, a vantaggio della sicurezza anche dei pedoni”.

articolo tratto da:

http://www.ildolomiti.it

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