CICLObiblioteca – Paolo Reineri – A colpi di pedale. La straordinaria storia di Gino Bartali

2018-04-05T22:57:32+00:00 5 aprile 2018|letture|

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Paolo Reineri – A colpi di pedale. La straordinaria storia di Gino Bartali

ISBN:9788832710007 – Aprile 2017 – Pagine:128

Il 5 maggio inizia il Giro d’Italia che quest’anno parte da Gerusalemme anche per ricordare la figura di Gino Bartali, grande campione di ciclismo e “giusto tra le nazioni” per aver contribuito a salvare centinaia di ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Un libro che è l’occasione, per chi ha qualche anno, di ricordare un indimenticabile campione dello sport, ma anche per farlo scoprire ai ragazzi di oggi che forse non lo conoscono, e per farlo conoscere in maniera simpatica, con un racconto agile che unisce la biografia al fumetto.

Un campione a tutto tondo Gino Bartali. Campione nello sport: 3 Giri d’Italia, 2 Tour de France, 2 Giri della Svizzera, 4 Milano-Sanremo, 4 campionati italiani, 3 Giri di Lombardia e molte altre gare vinte, nonostante la sua carriera sia stata interrotta per ben cinque anni dalla seconda guerra mondiale. Campione come uomo e come cristiano: sempre leale e generoso, anche se irruento e con un carattere sanguigno; aderente all’Azione Cattolica fin da bambino e sempre guidato da una grande fede in Dio, non aveva paura di mostrare in pubblico la sua fede, nonostante le prese in giro dei colleghi e dei giornalisti quando dedicava le vittorie alla Madonna o approffittava del passaggio del Tour vicino a Lourdes per una visita ed un momento di preghiera. E non si tirò indietro quando il cardinale di Firenze gli chiese aiuto per collaborare ad una rete clandestina che cercava di salvare famiglie ebree durante la persecuzione nazi-fascista: incurante del rischio di essere arrestato o di rimanere coinvolto nei bombardamenti, con il pretesto degli allenamenti percorse centinaia di chilometri tra Firenze, Assisi e Roma per trasportare, nascosti nel telaio della bicicletta, i documenti falsi che avrebbero consentito agli ebrei di espatriare. Episodio rimasto a lungo sconosciuto perchè, come diceva Gino, “certe cose si fanno e basta”. Solo negli ultimi anni della sua vita questo suo ruolo fu reso pubblico da alcune delle persone che aveva contribuito a salvare, e solo dopo la sua morte fu riconosciuto ufficialmente con la medaglia d’oro al merito civile e il titolo di Giusto tra le nazioni.