OBBLIGATORIETA’ giubbotto retroriflettente dal 12 OTTOBRE

Legge 29 luglio 2010, n. 120
Comma 9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilita’.

Precisazioni da noi richieste al Comando di Polizia Municipale:
L’obbligo del giubbotto retroriflettente ad alta visibilità riguarda solo le strade fuori dai centri abitati ovvero a partire dal segnale indicante la località. In altre parole: quando mi lascio alle spalle il cartello TRENTO (o Gardolo o Martignano…) devo indossare il giubbotto. L’obbligo riguarda anche tutte le gallerie, comprese quelle urbane.

Noi FIAB aggiungiamo che, ovviamente, in bici di sera rendersi visibili è fondamentale e quindi – oltre ad accendere tutti i faretti che abbiamo – non costa nulla indossare il giubbotto o le bretelle anche in città !!!

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Nuovo codice della strada, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.
TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO
Art. 182. Circolazione dei velocipedi
1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.
2. I ciclisti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.
3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.
4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.
5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato.È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all’articolo 68, comma 5.
6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest’ultimo.
7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.
8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l’art. 170.
9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.
9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilita’, di cui al comma 4-ter dell’articolo 162. (1)
10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92. La sanzione è da euro 38 a euro 155 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6.
(1) Comma introdotto dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 (G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.), che si applica a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge cit.

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Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada – Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303) e successive modificazioni.
TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO
8 – CIRCOLAZIONE DEI VELOCIPEDI (ART. 182 C.S.)
Art. 377. – Circolazione dei velocipedi (art. 182 C.s.).
1. I ciclisti nella marcia ordinaria in sede promiscua devono sempre evitare improvvisi scarti, ovvero movimenti a zig-zag, che possono essere di intralcio o pericolo per i veicoli che seguono.
2. Nel caso di attraversamento di carreggiate a traffico particolarmente intenso e, in generale, dove le circostanze lo richiedano, i ciclisti sono tenuti ad attraversare tenendo il veicolo a mano.
3. In ogni caso, i ciclisti devono segnalare tempestivamente, con il braccio, la manovra di svolta a sinistra, di svolta a destra e di fermata che intendono effettuare.
4. Da mezz’ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell’oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione, i velocipedi sprovvisti o mancanti degli appositi dispositivi di segnalazione visiva, non possono essere utilizzati, ma solamente condotti a mano.
5. Il trasporto di bambini fino ad otto anni di età è effettuato unicamente con le attrezzature di cui all’articolo 68, comma 5, del codice, in maniera tale da non ostacolare la visuale del conducente e da non intralciare la possibilità e la libertà di manovra da parte dello stesso. Le attrezzature suddette sono rispondenti alle caratteristiche indicate all’articolo 225 e sono installate:
a) tra il manubrio del velocipede ed il conducente, unicamente per il trasporto di bambini fino a 15 kg di massa;
b) posteriormente al conducente, per il trasporto di bambini di qualunque massa, fino ad otto anni di età.
Prima del montaggio della attrezzatura è necessario procedere ad una verifica della solidità e stabilità delle parti del velocipede interessate al montaggio stesso.
6. Per la circolazione dei velocipedi sulle piste ciclabili, come definite all’articolo 3 del codice, si applicano, ove compatibili, le norme di comportamento relative alla circolazione dei veicoli.
7. Ove le piste ciclabili si interrompano, immettendosi nelle carreggiate a traffico veloce o attraversino le carreggiate stesse, i ciclisti sono tenuti ad effettuare le manovre con la massima cautela evitando improvvisi cambiamenti di direzione.

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«Legge ancora sconosciuta e nei negozi il materiale non c’è»
Trentino — 23 agosto 2010
TRENTO. Manuela Demattè, presidente della Fiab – Amici della Bicicletta di Trento, tra poco più di un mese sarà obbligatorio per tutti i ciclisti indossare il giubbotto o le bretelle ad alta visibilità dopo il tramonto, ma perché ancora pochi sono a conoscenza di questa novità e nei negozi di Trento non si trovano? «Ho notato che c’è ancora molta confusione su queste nuove norme, alcuni pensano che sia diventato obbligatorio anche il casco. E’ sempre per lo stesso discorso che queste modifiche vengono fatte in estate: l’anno scorso quella della decurtazione dei punti della patente è stata approvata a metà agosto e c’è voluto del tempo prima di recepirla. Per quanto riguarda i negozi penso sia ancora presto, bisognerà dar loro il tempo di fare le ordinazioni. Comunque c’è ancora tutto settembre per acquistare giubbotto o bretelle. La ritiene una novità necessaria? «Sì, siamo soddisfatti perché sulle strade extraurbane non illuminate i ciclisti sono poco visibili e questi indumenti ci aiuteranno. L’importante però resta accendere i fanali. A questo proposito noi abbiamo promosso due appuntamenti dal titolo: “Accendi la tua bici, per favor”. Anche se riteniamo eccessivo l’obbligo di indossare le bretelle o il giubbotto nelle gallerie di giorno visto che sono già illuminate». Non sarà scomodo portare con sé un giubbotto? «Per questo noi abbiamo chiesto che vengano introdotte anche le bretelle, più comode da arrotolare e da portare in borsa». La nuova norma non prevede il casco obbligatorio nemmeno per gli under 14, voi siete favorevoli? «Si, certo. Il casco obbligatorio in città disincentiva l’uso della bicicletta. Abbiamo chiesto noi che non diventi obbligatorio, lo consigliamo, ma non si può obbligare. Lo consigliamo soprattutto ai bambini e nelle nostre gite lo rendiamo obbligatorio, ma non può essere una costrizione in senso assoluto». I ciclisti potranno invece dormire sonni tranquilli per quanto riguarda la decurtazione dei punti della patente. «E’ stata cancellata, infatti, la norma entrata in vigore lo scorso anno che prevedeva il “taglio” dei punti sulla patente della macchina per chi commetteva infrazioni in bici. Questa legge noi l’abbiamo sempre ritenuta assurda e anticostituzionale e il tempo ci ha dato ragione». (m.b.)

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