Esauriti i fondi per le bici elettriche

2008-09-01T16:07:09+00:00 1 settembre 2008|Muoversi a Trento in bici|

Esauriti i fondi per le bici elettriche
Disponibili ancora 12 «buoni» da 250 euro
Intanto Trentino mobilità pensa al servizio di «car sharing» per togliere auto dalla città

Se volete la bicicletta che funziona anche senza pedalare dovete… pedalare. Nel senso che dovete affrettarvi a presentare richiesta perché i contributi messi in campo dal Comune per incentivare l’acquisto di mezzi elettrici a due ruote stanno per terminare. Al Servizio mobilità del Comune, infatti, spiegano che soltanto ad oggi ci sono ancora fondi per rispondere positivamente alla domanda soltanto di 12 utenti.

L’idea di mettere a disposizione dei soldi per chi, decidendo di lasciare la propria automobile a casa, sceglieva di muoversi in città con mezzi meno inquinanti risale al 2002. L’assessorato all’ambiente a suo tempo guidato dal vicesindaco Alessandro Andreatta, nel novembre di quell’anno, stanziò una cifra piuttosto consistente: 150 mila euro. Si decise di concedere un contributo di 250 euro a testa, soddisfando dunque le prime 600 richieste. Per incamerare il finanziamento si deve acquistare il mezzo da uno dei rivenditori che hanno sottoscritto l’accordo con il Comune e poi presentarsi al Servizio mobilità con la fattura.

A quasi sei anni di distanza il plafond è stato praticamente raggiunto. Nonostante qualche polemica iniziale quando – sia tra i rivenditori di biciclette che tra i potenziali utilizzatori – si alzarono critiche circa l’incapacità delle bici elettriche a percorrere salite di una certa pendenza (tanto per intenderci: quelle per raggiungere i sobborghi collinari), il successo è stato buono, con una media di 100 mezzi acquistati l’anno. Il boom si raggiunse nel 2006 con ben 180 trentini che scelsero la mobilità alternativa.

«Sono soddisfatto di questo risultato» afferma l’assessore Aldo Pompermaier, che dal 2005 ha preso il posto di Andreatta per la gestione di mobilità e ambiente. Pompermaier è uno dei «pionieri» della bicicletta elettrica e non di rado lo si può incontrare mentre pedala (o meglio, aiuta il motorino elettrico) lungo via Cervara per raggiungere casa sua a Martignano. «Ora, appena rientreremo tutti dalle ferie – continua l’assessore – dovrò trovarmi con i tecnici, con i consulenti per la mobilità e poi con la giunta comunale per decidere cosa fare. Nel senso che ora, dopo alcuni anni di incentivo alle biciclette elettriche, secondo me è giusto cambiare. Se ci fossero altri fondi per la mobilità alternativa sarebbe giusto convogliarli su altre iniziative». Pompermaier assicura che già con la discussione sul Pum (piano urbano della mobilità) in Consiglio comunale potrebbero uscire delle proposte interessanti.

E in tema di mobilità alternativa, Trentino mobilità, la società di cui è socio il Comune e che gestisce i parcheggi blu, sta lavorando su un progetto innovativo. «Stiamo pensando – annuncia il direttore Marco Cattani – di offrire un servizio di car sharing ». L’idea – detta in forma molto sintetica – è di mettere a disposizione su prenotazione delle automobili. Chi ne fa richiesta può utilizzarla e poi riportarla in un parcheggio prefissato, pagando in ragione dell’utilizzo fatto. Il vantaggio? Si utilizzano macchine ecologiche, e si consente ai cittadini di rinunciare all’automobile privata ma non alla flessibilità delle proprie esigenze di mobilità.

Per quanto riguarda le dieci ecomobili, a suo tempo finanziate da Unicredit e messe a disposizione del Comune, il loro utilizzo – dopo un paio d’anni stentati – sta prendendo piede. «Abbiamo una decina di utenti al giorno» spiega ancora Cattani. Se si considera che, tra soste forzate per le revisioni e le riparazioni, almeno tre, quattro veicoli al giorni sono inutilizzabili, la media è di quasi due clienti al giorno per ecomobile. Il servizio è particolarmente apprezzato dagli organizzatori di diverse manifestazioni cittadine (Filmfestival, Tut Gardol’n festa, tanto per citarne alcune) per il trasporto del materiale.

DANIELE BATTISTEL d.battistel@ladige.it
(tratto da L’Adige 29/08/2008)

About the Author: