Lettera di una ciclista frustrata e scontenta

2008-08-13T17:49:08+00:00 13 agosto 2008|Mobilità e sviluppo sostenibile|
caro Assessore,
fa piacere che abbia trovato il tempo di rispondere alle nostre richieste.
Mi permetta però di chiederle conto di tutta questa lentezza nell’implementare i piani da tempo approvati…
Vorrei anche chiederle se si rende conto di quanto poco comode ed efficaci siano le ciclabili realizzate.
Provi, assessore a dedicare un’ora del suo tempo a percorrere la zona centro-sud. Parta da piazza Duomo e cerchi di arrivare al Fersina. Imbocchi la pista ciclabile di via Esterle. Non le auguro allora di incontrare un ciclista in senso contrario perchè difficilmente riuscirà a evitare di schiacciarlo contro l’alberello che ingombra metà della pista. Se poi prosegue per via Endrici- via Mattioli vedrà lo strano effetto della “scomparsa della pista”. Accade nei pressi degli incroci. Improvvisamente si troverà davanti dei pedoni che la guarderanno strano. Lei non è più sulla ciclabile, ma sul loro marciapiedi. Provi a spiegare loro che qualche metro più in là sarà di nuovo sulla striscia rossa. Sì, ma ora dovrebbe scendere dalla bici! Provi anche, se ha tempo, a contare quante volte, pur stando sulla striscia rossa dovrà affrontare piccoli e grandi scalini. Piccoli magari, ma pericolosi e usuranti, per la bici, per il bambino che ha sul seggiolino e per la sua schiena. Particolarmente consigliati, per questo trattamento, i tratti sul ponte S.Barbara…
Ma se vuole proprio sperimentare la delusione del ciclista (quella che provo intensamente tutte le volte che passo di là) si diriga dal Ponte dei Cavalleggeri verso viale Verona. Come può essere un incentivo a utilizzare la bici come mezzo di trasporto quel puzzle di strisce rosse, segni sul marciapiede, attraversamenti continui che dovrebbe essere la pista ciclabile? E’ pericoloso, oltre che molto lento seguire quel percorso. Così come pericoloso è diventato stare sulla strada (perchè la carreggiata è ora più stretta). Pericoloso e frustrante. Assessore, Trento ha bisogno di percorsi ciclabili sicuri e veloci. Per tutti coloro che usano la bici come mezzo di trasporto e così facendo fanno bene alla città. E per tutti quelli che forse lo farebbero!

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