Concorso “Al lavoro in bici” – lettera al giornale

l’Adige 20/05/2008

LETTERE

«Al lavoro in bici» è una bella iniziativa

Gentile direttore, ci permetta di rivolgere due parole a Pietro Gottardi a proposito del suo articolo «Premi ai dipendenti ciclisti» sull’Adige del 18 aprile scorso, che con ricchezza di aggettivi a dire il vero poco giornalistici («fantozziana» – «fanatico di ciclismo» – «grottesche» – «kitsch» – «tragicamente comico» – «ridicoli» ecc.) ha criticato l’iniziativa del Comune di Trento (e non della Provincia) con un accanimento che non riusciamo a comprendere.
Molti si sono accorti che non è più rinviabile un cambiamento degli stili di vita per contribuire a risanare l’ambiente urbano e che di questa riconversione la mobilità ciclistica è un cardine. Benissimo ha fatto il Comune a «copiare» da Bolzano l’idea del concorso a premi «Al lavoro in bicicletta», dove esso ha avuto successo e dove gli assessori si erano recati lo scorso anno ad un viaggio di studio organizzato dalla Fiab. Non diciamo sempre tutti che non serve inventare nulla, che le buone idee basta copiarle, soprattutto se sono a costo zero (o quasi)?
Noi di TrentoinBici, ben consapevoli (come del resto lo sono le istituzioni che hanno promosso il concorso) che questa iniziativa non sarà la soluzione di tutti i problemi della mobilità, ci auguriamo che il concorso abbia successo anche a Trento. Per quanto riguarda il «privilegio» che avrebbero i dipendenti iscrivibili al concorso ci sembra di poter dire che la bici non è equiparabile a un’auto blu … Certo, ci auguriamo che, accanto a questa iniziativa, le istituzioni che l’hanno promossa e hanno aderito si impegnino in altri modi per facilitare l’uso della bicicletta tra i loro dipendenti, ad esempio installando tettoie per proteggere dalle intemperie le biciclette parcheggiate. Tuttavia ci sembra che il concorso sia un modo simpatico per valorizzare coloro che già usano la bici per spostarsi e per far venire voglia di pedalare a chi ancora non lo fa.
Sperando che l’iniziativa veda l’adesione anche dei datori di lavoro privati, abbiamo delle idee da proporre per la prossima edizione: come premio vedremmo molto meglio, più che gadgets (seppur virtuosi come i poncho), l’accumulo di punti sul badge/tessera del trasporto pubblico, in proporzione alla quantità di utilizzo della bici; ci sembra che si creerebbe così un formidabile feedback tra i viaggi in bici, quando il tempo è bello, e i viaggi in autobus, quando piove.

Manuela Demattè, presidente Fiab-Amici della Bicicletta-Trento

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Credevo che l’articolo fosse sufficientemente chiaro, ma evidentemente sbagliavo. Non era l’iniziativa (che era scritto essere del Comune di Trento e non della Provincia) ad essere criticata, anzi! Come potrei farlo percorrendo io stesso in bici – non ci crederà ma è proprio così, signora Demattè – una media di 60 km al giorno, parte dei quali proprio per recarmi al lavoro? L’ironia era riservata alla logica dell’incentivo applicata ai dipendenti pubblici (e non si vede perché solo a loro), per sollecitare una pratica semplicemente intelligente, quale quella – abitando in città o nelle sue immediate vicinanze – di recarsi al lavoro in bicicletta.

Pietro Gottardi

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Sono una dipendente provinciale e vorrei dire la mia sul concorso organizzato da Comune, PAT e altri sostenitori. Uso la bicicletta per recarmi al lavoro ormai da anni, anche quando piove (escluso inverno) e quindi ho già la mantella (anzi ne ho 2). A Costanza sono già stata per l’appunto in bicicletta. Quindi cosa voglio?
– Vorrei le tettoie per il parcheggio delle bici che non è coperto nemmeno nella Sede centrale di Piazza Dante (le bici sotto l’acqua si rovinano più delle automobili!)
– Vorrei almeno una piccola rastrelliera per la mia bici, per quelle dei colleghi e per quelle degli utenti del Centro audiovisivi di via Zanella dove lavoro.
Bene comunque per la meritevole iniziativa.

Bici e baci e un caloroso saluto da Tiziana Rusconi
PS: La mia cara collega Serena Colombara del Centro Audiovisivi sottoscrive la richiesta. Ciao.

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