Ciclabile alberata, ciclisti inalberati

2007-12-07T12:14:43+00:00 7 dicembre 2007|Ciclabili davvero ciclabili!|

l’Adige 06/12/2007

Fàr e desfàr l’è tut en laorar dice un proverbio trentino.
E certo gli operai della ditta incaricata di mettere a dimora gli aceri campestri lungo la pista ciclabile di via Degasperi non devono essere stati granché contenti di doverli togliere e rimettere venti centimetri più in là appena una settimana dopo aver concluso il loro lavoro. Eppure proprio questo hanno dovuto fare ieri.
A spingere per la modifica sono stati proprio i ciclisti che frequentano quella striscia di asfalto rosso. Inquietati da quegli invadenti fori quadrati apparsi lungo il tragitto si sono letteralmente inalberati quando nella terra fresca sono stati infilati gli alberi. Non per ritrosia nei confronti della natura, perché è pacifico che in estate pedalare sotto l’ombra delle piante sarà molto più piacevole che circondati solo da asfalto e capannoni.
Si sono arrabbiati per una questione di logica geometrica. Non si capiva perché, una volta deciso di metterci le piante, le stesse non fossero state messe a dimora lungo il cordolo ma spostate così all’interno, in modo da occupare praticamente metà carreggiata, tanto da impedire il passaggio contemporaneo di due biciclette.
Le proteste sono fioccate in Comune e il mistero è stato presto risolto. Era successo che la ditta incaricata da Palazzo Thun aveva semplicemente sbagliato le misure. Mentre nel tratto tra il cavalcavia sul Fersina e la prima rotatoria, dove c’è più spazio, il progetto prevede la messa a dimora degli aceri a una distanza di 60 centimetri dal cordolo, tra la rotatoria di via Fermi e quella di viale Verona si sarebbe dovuti rimanere a 40 centimetri.
Invece per errore si è rimasti anche lì a 60, andando a invadere la pista. «Riconosciuto lo sbaglio – spiegano in Comune – la ditta si è accollata l’onere di rimettere gli aceri al suo posto». E così ieri tre operai hanno passato la giornata a estirparli e spostarli venti centimetri più in là.
La soluzione per la verità ha fatto storcere il naso a chi rimane convinto che venti centimetri non fanno la differenza e che comunque la ciclabile è rovinata e i ciclisti saranno costretti a pedalare a slalom, visto che rimangono i solchi pieni di terra a tagliare l’asfalto. Un’obiezione a cui il Comune risponde rassicurando gli utenti: i buchi, appena il terreno si sarà assestato, verranno coperti con griglie in ghisa su cui si potrà agevolmente passare.
F.G.

About the Author: