Se la ciclabile diventa un imbuto

2007-10-18T15:54:00+00:00 18 ottobre 2007|Ciclabili davvero ciclabili!, Muoversi a Trento in bici|

La pista alla fine della pista. La «ciclabilità» di Trento si ferma agli incroci, non a tutti, ma a qualcuno sì.
È il caso di quello di via Endrici con via Madruzzo e via 24 maggio. Perché non è chiaro dove prosegua la «pista» (le virgolette sono d’obbligo) di via Endrici. Malgrado i lavori di restringimento della carreggiata e la divisione del marciapiede in due sezioni (di cui una per i pedoni) siano conclusi da tempo, ancora non si capisce dove continui la pista. I ciclisti percorrono il marciapiede contromano diretti verso il centro storico: la prosecuzione sembra scontata anche se nessun cartello lo indica. Solo che il passaggio è angusto e sul marciapiede si affacciano anche diverse attività commerciali. Dalla quasi «autostrada ciclabile» di via Endrici si passa all’imbuto di via 24 maggio. «E non ha idea di quello che succede la mattina, quando c’è traffico e la gente si sposta per andare a lavoro. È da mesi che i lavori sono finiti ma non si sa cosa verrà fatto in futuro. E poi non c’è nemmeno un segnale» si sfoga un lettore. Una signora con il passeggino cammina radente il muro per evitare rischi ma anche chi è in sella deve stare bene attento alla «fusione» tra il marciapiede e la pista ciclabile, peraltro non contrassegnata da un colore diverso del manto. Del resto è lo stesso che accade in piazza Dante dove continua a non essere chiaro (e quindi pericoloso) chi debba stare da una parte e chi dall’altra: lo documentano anche le foto scattate nella mattinata di ieri. Il selciato è dello stesso colore e la striscia bianca che delimita i due settori è in alcuni punti consumata, esattamente come è quasi scomparso il disegno della bici che dovrebbe ricordare dove si deve pedalare. I recenti restringimenti di carreggiata stanno peraltro mandando in bestia anche gli addetti di Trentino Servizi: «È tutta una commedia» avverte uno di loro, che sorride più per educazione. Per evitare di intralciare il traffico devono parcheggiare i mezzi davvero dove capita, ad esempio lungo i marciapiedi: «Figurati – lamentano – se sostiamo lungo la strada blocchiamo il traffico. E chi li sente poi gli automobilisti?» Le vie «incriminate » sono quasi le stesse: via Mattioli, ancora vi Endrici, la solita via 24 maggio e, quando saranno finiti i lavori, anche via Esterle. «Dove ci fermiamo noi – chiedono i due operatori – per raccogliere e svuotare i bidoni? Lungo certe strade non c’è posto. Così sistemiamo i mezzi dove possiamo, anche lontano da dove dobbiamo ritirare i cassonetti. Senza contare che li dobbiamo poi portare a spasso lungo i marciapiedi». Passi quando c’è il sole, ma quando piove?

(L’Adige, 18 ottobre 2007)

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