Buon compleanno Amici della Bicicletta !

2007-03-21T21:04:47+00:00 21 marzo 2007|Mobilità e sviluppo sostenibile, Trentoinbici|

Oggi 21 marzo 2007 la Fiab di Trento compie 25 anni.
Il traguardo è stato degnamente festeggiato all’assemblea-cena sociale con una bellissima torta a forma di pista ciclabile con bici di cioccolato ed una scritta inconfutabile: “25 anni sempre in sella”, che vale anche come augurio per i prossimi 25, naturalmente.
Ma la festa non sarebbe stata completa senza il ricorso alla memoria, che non è mai un esercizio sterile ma rimane fondamentale per capire le radici dalle quali si trae alimento e – not least – per darsi una spinta per procedere nel cammino, anzi, nella pedalata…
Così abbiamo chiesto al Fondatore dell’associazione, Roberto De Bernardis, esponente dei Verdi e già assessore comunale all’ambiente, di ricordarne le origini ed i primi anni di attività. Questo è il suo racconto.

COMPIONO 25 ANNI GLI AMICI DELLA BICICLETTA DI TRENTO
Una ricostruzione dei primi dieci anni: per non dimenticare, per pedalare meglio nel nuovo millennio

E’ festa per gli Amici della Bicicletta di Trento. Un traguardo importante viene tagliato in questi giorni: le 25 primavere dell’associazione, nata appunto il primo giorno di primavera del 1982.
Quel giorno a pedalare in città centinaia di uomini, donne, bambini, anziani per reclamare aria pulita, più verde, percorsi ciclabili. Una festa con tanti a pedalare e subito un grande successo per la neonata associazione.
L’idea di dar vita a questa iniziativa era scaturita all’interno di un gruppo di lavoro sulla mobilità urbana che si riuniva a Bologna tra il 1980 e il 1981 all’interno di una esperienza nuova che riuniva diversi gruppi ecologisti, comprese diverse sezioni di Italia Nostra, del WWF e circoli di Legambiente. C’erano gruppi di lavoro sull’energia e sul nucleare, sui rifiuti, sulla mobilità e su altri temi di carattere ambientale.
Già nel primo anno gli Amici della Bicicletta, oltre alla prima passeggiata di primavera in città a Trento, raccolgono seicento firme a favore delle piste ciclabili. Nello stesso autunno i cittadini vengono coinvolti per spedire al Sindaco di Trento duemila cartoline con le richieste di piste ciclabili e più verde.
Nel 1983 si ripetono con successo le passeggiate in bicicletta occupando le strade urbane sia in primavera sia in autunno e nel frattempo viene instaurata una lunga trattativa con il Comune di Trento che sfocerà nell’impegno ad installare rastrelliere per bici, di valutare la possibilità di realizzare percorsi ciclabili e di acquistare una decina di biciclette da mettere a disposizione dei cittadini.
Negli anni 1983, 1985, 1986, 1988 si organizzano convegni e dibattiti, spesso con esperti internazionali, per presentare esperienze concrete di ciclabilità urbana in Olanda, in Germania e in altri paesi e i primi studi alternativi fatti a Berlino e in Francia sulla mobilità alternativa all’automobile: la bicicletta come simbolo di una diversa concezione della città e del modo di vivere. Si fanno strada i concetti di “società a bassa velocità”, contrapposti a quelli di “società ad alta velocità”. Si assume a riferimento l’obiettivo del risanamento delle aree urbane: disinquinamento da gas di scarico e da rumore, ampliamento delle aree verdi, rispetto dei ciclisti e dei pedoni, contenimento degli sprechi energetici e del territorio. Viene evidenziata la contraddizione tra un modo di viaggiare che “comodamente ti fa muovere stando fermo” e i costi ambientali e umani che questo modello produce (il costo in termini di vite umane che si paga alla mobilità automobilistica è altissimo).
Nel 1986, assieme al VKE e all’Associazione cicloturistica bolzanina, viene organizzato uno stand alla Fiera del Tempo libero di Bolzano, sull’uso della bicicletta negli spostamenti urbani e nel tempo libero, con la presentazione di un percorso ciclabile lungo l’Adige Trento-Bolzano con diramazioni verso il Brennero e verso Merano e nel 1991 viene ufficialmente presentata la tratta trentina della “Ciclopista del Sole”, dal Brennero alla Sicilia.
Nel 1989 viene sostenuta con seimila firme la proposta di pista ciclabile Trento centro-Gardolo.
Nel 1988 la Giunta provinciale di Trento, in aprile, approva una proposta di legge sulle piste ciclabili, presentata dall’assessore provinciale Walter Micheli ed elaborata dagli Amici della Bicicletta (la scrissero materialmente Clara Campestrini e Roberto De Bernardis). Nell’autunno di quell’anno la proposta, approvata dal Consiglio Provinciale di Trento, divenne la prima legge italiana sulle piste ciclabili. Questa legge è diventato lo strumento legislativo di supporto al lavoro che il Servizio di ripristino e valorizzazione ambientale ha svolto e svolge con serietà e impegno in tutti questi anni. E’ grazie al lavoro di questo Servizio e dei suoi tecnici (ricordo quelli che all’inizio hanno faticato nelle progettazioni e nelle realizzazioni: l’ingegnera Renata Albertini, il geometra Saporito, il dott. Enzo Coppola) che il Trentino può vantare una delle più belle reti di piste ciclabili in Italia.
Tra il 1987 e il 1989 è stata intrapresa, con il gruppo di Verona, una battaglia per la modifica delle condizioni di trasporto della bicicletta sui treni. Erano state organizzate gite domenicali nel veronese e nel Trentino, alternando le domeniche, in modo da dimostrare alle Ferrovie la necessità di poter far salire sul treno, assieme al viaggiatore, anche la bicicletta, a costo contenuto. Anche in questo caso possiamo oggi registrare il successo di quelle iniziative: ci sono i treni con il simbolo della bicicletta per questo servizio, il biglietto è ragionevole e c’è una buona diffusione del servizio treno più bici su quasi tutte le tratte.
Il gruppo di lavoro bolognese intanto si allarga e nei primi mesi del 1987 diciotto gruppi decidono di formalizzare il Coordinamento nazionale degli Amici della Bicicletta, dando vita alla “Carta dei principi”, una sorta di manifesto per ecociclisti.
Nel 1988 si tiene il primo cicloraduno nazionale a Reggio Emilia: un successo che si ripete ancora oggi toccando ogni anno un angolo del nostro paese (nel 2007 siamo alla ventesima edizione).
Il 19 e 20 novembre 1988 a Roma il Coordinamento decide di dar vita alla Federazione Italiana Amici della Bicicletta che si formalizzerà con tanto di statuto e organi rappresentativi nel 1989.
Nel 1992 viene organizzata una singolare manifestazione a Trento: una gara nel traffico tra pedone, ciclista, auto e bus. Vince la bicicletta dell’attore trentino Andrea Castelli che supera agevolmente gli ingorghi del traffico urbano e arriva per primo a destinazione, superando gli automobilisti Franco Comai e Andrea Pugliese (Amici della bicicletta e Legambiente), l’assessore verde Vanni Ceola con l’autobus (oggi è il Presidente di Trentino trasporti), il pedone Marco Patton, famoso maratoneta.
Nei primi anni ’90 grazie all’impulso dei Verdi nel Comune di Trento (prima con gli assessori Vanni Ceola e Iva Berasi e poi con Roberto De Bernardis assessore sino al 1999) vengono approvati i piani per una rete di piste ciclabili urbane e a poco a poco, con grandi difficoltà, a piccoli pezzi, vengono realizzati quei percorsi che oggi possiamo utilizzare.
Resta molto da fare ancora ma mantenendo alto l’impegno, l’iniziativa, la capacità di proposta potranno essere raggiunti nuovi importanti traguardi.
In questi 25 anni si sono avvicendati tre presidenti, all’inizio un coordinatore, Roberto De Bernardis che si dimette nel 1991 avendo assunto incarichi politici nel Comune di Trento; Franco Comai che guida l’associazione con passione sino alla fine degli anni ’90 e in ultimo una donna simpatica ed entusiasta, Manuela Demattè, che ha l’onere di guidare la pedalata nel nuovo millennio.

Roberto De Bernardis

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